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CDS - Centro Etnografico Ferrarese

Sulla fortuna popolare dell’Orlando Furioso

COMUNE DI FERRARA
ASSESSORATO ALLE ISTITUZIONI E POLITICHE CULTURALI
SERVIZIO BIBLIOTECHE E ARCHIVI - CENTRO ETNOGRAFICO FERRARESE
con il patrocinio del
COMITATO NAZIONALE  PER LE  CELEBRAZIONI DEL V CENTENARIO DELLA PUBBLICAZIONE  DELL’ORLANDO FURIOSO
 
Sulla fortuna popolare  dell’Orlando furioso
 
Programma delle iniziative del Centro Etnografico Ferrarese per i 500 anni dell’Orlando furioso  (1516-2016) 

                                                                                Ruggiero libera Angelica. ©Alessia Pozzi
Ruggiero libera Angelica. ©Alessia Pozzi


IL PRESENTE REMOTO
Ciclo di conversazioni etnoantropologiche
sviluppate da Roberto Roda per il Centro Etnografico Ferrarese
VII EDIZIONE, 2016
Biblioteca Comunale Ariostea
Sala Agnelli,
Ferrara, via Scienze 17
Ore 17,00
 

Ven. 12 febbraio 2016. Leggende furiose. Come i paladini dell’Ariosto hanno segnato alcuni paesaggi italiani. Un viaggio nella topofilia e nella tradizione orale della Penisola.  [relatore Roberto Roda]

Quando l’Ariosto compose e diede alle stampe il Furioso, Orlando e i paladini di Francia erano già protagonisti assoluti dell’epica popolare nella penisola italiana, ma più in generale in tutta l’Europa meridionale. Con la diffusione del Furioso lungo le vie di circolazione della stampa, molte leggende nate in precedenza, che la cultura popolare aveva trasferito nel paesaggio italiano, subirono trasformazioni e accettarono le “magie” ariostesche. Fiorirono anche nuove leggende e tutte contribuirono a raccontare, attraverso il “maraviglioso” ariostesco, le aspirazioni delle comunità, la loro percezione dello spazio vissuto.
 

Ven. 11 marzo 2016. Immagini e pagine “furiose” ritrovate fra le pieghe del “fantastico” padano.  Da Lanfranco a Bruno Vidoni a Giuseppe Pederiali. [relatore Roberto Roda]

La piatta uniformità della pianura può, per reazione, favorire l’invenzione fantastica? Viene spontaneo chiederselo, osservando i lavori pittorici e letterari con cui tre importanti autori di estrazione padana hanno omaggiato il Furioso e il suo autore. Emergono dall’oblio alcuni straordinari e avveniristici disegni inediti, realizzati, nel 1954, dal quingentolese Lanfranco, esponente di spicco di quel “Realismo fantastico” internazionale che negli  anni ’60 faceva capo alla rivista parigina “Planète”. Ancora, tornano alla luce i dipinti con cui, negli anni ’70, il centese Bruno Vidoni (1930-2001) dialogò con il Furioso e con quel Cavaliere inesistente di Italo Calvino, che idealmente procede dal Furioso. Si svela, infine, un piccolo mistero: la passione per l’Ariosto del romanziere di Finale Emilia Giuseppe Pederiali (1937-2013). Scrittore di tanti romanzi di successo, Pederiali fu anche –pochi lo sanno- uno dei più spumeggianti e prolifici sceneggiatori di fumetti erotici popolari negli anni ’70.  Agì ironicamente con lo pseudonimo di Rubino Ventura che nella realtà storica  fu un generale e avventuriero nativo anch’egli di Finale Emilia, finito nella prima metà dell’800 alle dipendenze del Maharaja di Lahore. Sono di Pederiali-Ventura molte “fiabe per adulti” che inondarono le edicole e segnarono, la rivoluzione sessuale di quegli anni. A lui si devono disinibite e divertenti eroine “per adulti” come Biancaneve, Naga, la maga e Yra, la vampira, tutte caratterizzate graficamente dallo stile elegante del veneziano Leone Frollo. È soprattutto nelle produzioni per l’editore Renzo Barbieri, nelle storie per le collane Biancaneve, Fiabe Proibite e Sexy Fiabe, che le pirotecniche situazioni ariostesche fanno sorprendentemente capolino nella scrittura incisiva e divertita del Pederiali-Ventura.
 

Ven. 15 aprile 2016. Angelica incatenata, Angelica liberata. Un “tormentone” artistico fra Ottocento e contemporaneità.
[relatore Roberto Roda]

Esiste almeno un artista che, nell’arte figurativa degli ultimi due secoli, dunque nell’era della modernità industriale, abbia resistito alla tentazione di tornare ad avventurarsi nella fiaba ariostesca per spogliare Angelica e esporla alla bramosia famelica dell’orca? La domanda è ovviamente retorica, provocatoria, perché le “Angeliche liberate” non sembrano temere le mode e attraversano indenni, leggiadre e, naturalmente svestite, il neoclassicismo (Ingres), le fantasie simboliste (Redon, Vallotton), i sogni della Metafisica e del Surrealismo (De Chirico, Savinio, Dalì). Quali sono le ragioni antropologiche di un tale duraturo successo? La vicenda di Angelica salvata da Ruggiero, nelle fantasie degli artisti  degli ultimi due secoli divampa, ma pure si confonde, spesso, con il mito greco di Perseo che libera Andromeda e con la leggenda di San Giorgio che salva la principessa, al punto da alimentare un unico racconto figurativo fluido e popolare, dove tutti i protagonisti delle varie vicende (Perseo, San Giorgio, Ruggiero, Andromeda, Angelica e la principessa di Lidia) si inseguono, si incontrano e, non di rado, si scambiano i ruoli, giocando a rimpiattino per la gioia degli osservatori.
 

ven 13 maggio 2016. La fotocamera di Atlante. L’Orlando furioso nella fotografia costruita contemporanea
[relatore Roberto Roda]

Che il Furioso abbia esercitato i suoi incantamenti anche nell’universo della fotografia può apparire incredibile. Meno conosciute rispetto alle opere di tanti pittori e illustratori, sono invece numerose le sperimentazioni artistiche in cui l’obbiettivo di una fotocamera ha cercato di penetrare l’universo del Furioso, con risultati degni di nota: da Michelangelo Giuliani a Bruno Vidoni da Vittorio Ardizzoni a Ivano Ferrari da Marco Bolognesi al lettone Arthur Berzinsh. Ricerche forse poco note al grande pubblico, ma davvero meritevoli di attenzione.
 

ven. 14 ottobre 2016. Orlando Pazzo. L’influenza del Furioso nei maggi drammatici dell’Appennino tosco-emiliano
[relatore Gian Paolo Borghi]

Le manifestazioni di benvenuto alla primavera hanno notevole importanza nella storia della cultura popolare. Nell’Appennino tosco-emiliano alcuni rituali superstiti si praticano ancora: i maggi drammatici sono  spettacoli teatrali all’aperto, riconducibili a queste ritualità originarie. Il maggio drammatico o “maggio epico” è una delle più antiche forme di teatro popolare oggi esistenti. Le trame dei copioni dei maggi drammatici sono di fantasia, ma spesso fanno riferimento ai poemi cavallereschi, tanto amati dalla cultura popolare. È quindi naturale che l’Orlando Furioso costituisca un filone molto importante nei maggi dell’Appenino tosco-emiliano. Sviluppa il tema Gian Paolo Borghi, fra i più apprezzati studiosi italiani in materia di spettacolo popolare ed esperto di maggi drammatici.
 
 

ven. 4 nov 2016.  Presentazione del volume di Roberto Roda, …E per cimiero tenea ‘na nuvola. Il fumetto e l’Orlando furioso, Editoriale Sometti, Mantova, 2016. [relatore Giulio Cesare Cuccolini]

Storia breve, ma non troppo, di un’infatuazione narrativa che ha lasciato il segno e tanti disegni. Storia e storie di come la letteratura verbo-visiva ha saputo saccheggiare e reinventare il poema dell’Ariosto. L’Orlando furioso, infatti,  ha rappresentato un “bene rifugio” per tanti sceneggiatori e disegnatori di fumetti, un serbatoio di idee e situazioni a cui attingere, a volte senza scrupoli e, pure, a mani basse, per catturare l’attenzione di lettori giovani e meno giovani. Col Furioso sono state insaporite avventure a fumetti di genere pseudostorico, fantasy, fantascientifico, horror, mystery, persino erotico. Grandi autori della letteratura verbo-visiva e più modesti artigiani del fumetto popolare, hanno, dagli anni ’30 del ‘900 ad oggi, trovato nel Furioso un’enciclopedia di idee, situazioni, spunti, da rielaborare. Hanno, in questo modo, puntellato la loro azione narrativa. Alla fine, e non è cosa di poco conto, hanno potuto, anche grazie all’Ariosto, sbarcare dignitosamente il lunario, in una professione certo non facile. Oh, potenza dei cavalieri antiqui!
Introduce il volume e ne discute con l’autore, Giulio Cesare Cuccolini, esperto di letteratura disegnata, già collaboratore e curatore dei “mitici” almanacchi bonelliani.
 

Lun. 28 nov. 2016. E Orlando fece un Sessantotto! Capolavori “furiosi” negli anni dell’entusiasmo (1969-1972) fra teatro, cinema e progressive music. [relatore Roberto Roda]

Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo, o Astolfo,
sfrena il tuo volo dove più ferve l'opera dell'uomo.
Così, nel brano “In volo”,   cantava la band del Banco del Mutuo Soccorso, punta di diamante della progressive music italiana, Era il 1972. Gli anni che fecero seguito al Sessantotto, furono quelli dell’entusiasmo culturale in cui si vagheggiò, utopicamente, che la cultura potesse andare al potere. Certamente furono anni in cui, per molteplici convergenti ragioni, la creatività raggiunse, nel mondo occidentale, livelli di straordinaria eccellenza. Come l’Orlando Furioso abbia potuto segnare, in Italia, la stagione del rinnovamento e dell’entusiasmo culturale, lo raccontano, fra teatro, cinema e musica, tre straordinarie realizzazioni: l’Orlando Furioso di Luca Ronconi (1969) Il cavaliere inesistente di Pino Zac (1971) e il primo album del Banco del Mutuo Soccorso (1972).
    
 DA ZORDON, N.51, 1977
da Zordon, n.51, 1977
 
Quante storie nella storia.
xv settimana della didattica in Archivio
Archivio Storico Comunale
Ferrara, via Giuoco del Pallone 8
Ore 21,00
 

Giov. 5 maggio 2016. Reportage dall’isola del pianto.[relatore Roberto Roda]

Un’indagine “didattica” su alcune figure del “furioso” che, approdate nell’universo della rappresentazione iconica, sono andate alla ricerca di nuove, anche strampalate, identità, confondendo mitologie e ruoli: ci riferiamo ad Angelica in catene, all’orca marina, a Ruggiero che cavalca l’ippogrifo.
L’incontro è propedeutico all’iniziativa Incatenare Angelica (Qualcuno la libererà). progettare  e realizzare un ex libris fotografico ispirato al Furioso ariostesco.
Laboratorio di fotografia creativa promosso dal Fotoclub Ferrara, dall’Associazione Bondeno Cultura con la cura del Centro Etnografico Ferrarese (data e location in corso di definizione).
Mostre
 
Bruno Vidoni. Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente
(parte prima)
Ferrara Sala mostre del Liceo Artistico Dosso Dossi
Via Bersaglieri Del Po, 25
20 febbraio-6 marzo
Inaugurazione: sabato 20 febbraio, ore 17,00
 
Bruno Vidoni. Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente
(parte seconda)
Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, Sala Ariosto, via Scienze 17
5 marzo-2 aprile
Inaugurazione: sabato 5marzo ore 11,00
 
Bruno Vidoni. Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente
(versione completa)
Bondeno, Pinacoteca civica
7-29 maggio
Inaugurazione: sabato 7 maggio, ore 17.30
In collaborazione con Associazione Bondeno Cultura e Comune di Bondeno
 
Bruno Vidoni. Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente
(versione completa)
Argenta, Centro Culturale Mercato
7 ottobre-6 novembre
Inaugurazione dedicata alle scuole: 7 ottobre, ore 10
In collaborazione con il Comune di Argenta
 
Contenuti della mostra. Il 1974 fu l’anno delle celebrazioni per i 500 anni della nascita dell’Ariosto e Bruno Vidoni (Cento 1930-2001) era da poco entrato nella storia della fotografia italiana per alcune provocatorie serie di immagini. Ritornò all’amata pittura realizzando un consistente ciclo di dipinti che tenevano un occhio sulle vicende del Furioso e l’altro sul Cavaliere inesistente di Italo Calvino, romanzo del 1959, che dall’epica ariostesca idealmente procede. Armature vuote, ma dotate di vita propria, iniziarono a presidiare e attraversare lande surreali, oniriche. Medioevo e fantascienza sembravano interagire all’ombra del Furioso. Un decennio più tardi, nel 1987, Vidoni riversò nella fotografia alcune delle precedenti intuizioni pittoriche per affrontare un nuovo cimento: dar iconica voce, insieme all’amico Giorgio Celli (scienziato, divulgatore televisivo, critico d’arte e artista) al paladino Orlando. Calato l’accondiscendente Celli dentro gli improbabili panni metallici del guerriero di Carlo, ecco che l’obiettivo vidoniano prese a delineare paladini, ancelle principesse, guerriere e incantatrici: Angelica, Bradamante, Marfisa, la maga Alcina. Per sei anni, sino al 1992, Vidoni continuò pazientemente a tessere il suo particolarissimo omaggio all’Orlando Furioso, praticando visioni fotografiche contaminate da citazioni cinematografiche e fumettistiche. A 15 anni dalla prematura scomparsa dell’artista centese, va finalmente in parete, per la prima volta, la scansione pressoché integrale dell’Orlando Furioso vidoniano. La mostra è curata da Greta Gadda, Emiliano Rinaldi, Roberto Roda.
Catalogo: Editoriale Sometti, Mantova
 
 La copertina del catalogo della mostra vidoniana
La copertina del catalogo della mostra vidoniana
 

Nel giardino del mago
Omaggi all’Orlando Furioso
Opere di
Carlo Cianferoni, Lanfranco,
Rita Petruccioli, Alessia Pozzi,
Gianfranco Vanni “Collirio”, Bruno Vidoni e altri.
 
a cura di Roberto Roda
 con la collaborazione di
Emiliano Rinaldi e Greta Gadda
 
Argenta, Centro Culturale Mercato
8 ottobre-6 novembre
Inaugurazione: 8 ottobre ore 17,00
In collaborazione con il Comune di Argenta
 
Omaggi insoliti a volte irriverenti, certo non allineati al déjà-vu, eppure proprio per questo di grande interesse, è quanto propone questa mostra. Un percorso visivo che si dipana dal 1954 ad oggi, riscoprendo inediti ed evitando di ghettizzare l’espressività artistica per assoggettarla a insensate discriminazioni linguistiche o di tecnica espressiva. Qui la pittura dialoga col fumetto, con l’illustrazione, con la fotografia, persino con il design, per raccontare l’incredibile vitalità poietica dell’Orlando Furioso.
Catalogo: Editoriale Sometti, Mantova
 
 
 
 
PER INFORMAZIONI
Centro Etnografico Ferrarese
Via Giuoco del Pallone 8
44121 Ferrara
etnografico@comune.fe.it
r.roda@edu.comune.fe.it
tel.0532 418244
  
 
 Astolfo con l’ippogrifo, schizzo, ©Carlo Cianferoni
Astolfo con l’ippogrifo, schizzo, ©Carlo Cianferoni
 
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