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Biblioteca Aldo Luppi

Climax

Il climax (dal greco klímax, "scala"), è la figura retorica di parola, detta anche gradazione (gradatio), che consiste nella disposizione di termini o concetti in modo da ottenere l’effetto di un’intensità progressiva o regressiva, dal più debole al più forte o viceversa dal più forte al più debole, proprio come se si salissero o scendessero delle scale. Nel primo caso è climax ascendente, con cui si vuole aumentare e potenziare, nel secondo caso è climax discendente o anticlimax con cui si vuole smorzare e togliere.
E’ una figura retorica molto utilizzata in letteratura dove risulta particolarmente efficace per conferire effetto di progressione a determinati concetti e potenziarne l’espressività, aumentando così l’intensità e l’enfasi di quanto espresso.
Un esempio in pubblicità è Altissima. Purissima. Levissima (Levissima, acque). 

È possibile avere un’intensità crescente (o discendente) di:

Esempio tratto da https://www.laboratoripoesia.it/il-climax-e-lanticlimax-esercizio/

Suggerisce una lacrima
una breve tristezza
che precipita rapida
in un pianto inumano;
 
il pensiero da lucido
si fa incerto e dubbioso,
la ragione vincendo
in un gorgo confuso.
 
Mi sussurro: “Resisti”,
ma il parlare mio è vano;
ribadisco: “Combatti”,
nel convulso gridare.
 
E quel che prima è tarlo
che il lume mordicchiava,
ormai è fiera e mostro,
che l’armonia divora.
 

(Mario Famularo)

Esiste anche un climax nella forma narrativa che consiste nel decidere la sequenza e l’ordine con cui si narrano gli avvenimenti. Gli stessi episodi che, presi singolarmente o esposti in modo random all’interno del romanzo, vengono narrati in accumulazione, portano alla drammatizzazione della storia. Nei thriller per esempio si tende ad accrescere la tensione fino alla soluzione finale. 

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Pagina aggiornata il 10-03-2021 da Biblioteca Luppi - Pagina visualizzata 307 volte