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Inchiostri per tatuaggi: aspetti chimico-tossicologici e normativi

mercoledì 5 febbraio ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Seduta accademica di Santo Scalia (Università di Ferrara)

Saluti di Francesco Scutellari, Presidente  dell’Accademia delle Scienze di Ferrara
Il tatuaggio è diventato un fenomeno socialmente accettato e sempre più diffuso. Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea, più di 60 milioni di persone in Europa hanno almeno un tatuaggio. Oltre alla decorazione del corpo, tecniche mutuate dal tatuaggio indicate con il termine di dermopigmentazione vengono utilizzate sia per finalità estetiche (trucco permanente) che mediche (camouflage di aree corporee interessate da terapie aggressive quali la mastectomia).
Nonostante la pratica del tatuaggio, basata sull’introduzione intradermica di inchiostri mediante aghi, sia invasiva, manca a livello europeo una legislazione specifica. L’assenza di una regolamentazione e controllo armonizzato sugli inchiostri e le procedure di esecuzione dei tatuaggi risulta essere particolarmente critica perché, con l’incremento del numero di individui tatuati, aumentano le relative complicazioni per la salute umana che comprendono essenzialmente rischi di tipo infettivo e chimico-tossicologico. Quest’ultimo è dovuto all’esposizione prolungata dei tessuti cutanei ai pigmenti presenti negli inchiostri, alle relative impurezze tossiche e ai prodotti di degradazione. La relazione esaminerà le caratteristiche chimiche, la stabilità e gli aspetti tossicologici dei pigmenti presenti negli inchiostri per tatuaggi e le proposte di regolamentazione del settore. L’analisi dei diversi componenti degli inchiostri verrà condotta in relazione alle complicanze connesse con l’esecuzione e rimozione dei tatuaggi.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

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