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Narrare l'indicibile. Vedere l'invisibile. Dante e la funzione della memoria

venerdì 15 ottobre 2021 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Gianni Venturi

Conduce l’incontro Marcello Folletti

Il poeta affida il precetto della ineffabilità della visione paradisiaca alla possibilità della sua figurazione attraverso la parola poetica. Il “sacrato poema” è tale proprio perché, attraverso una memoria metaforica affidata alla poesia, potrà rivelare “barlumi” di ciò che san Paolo, ma anche Dionigi l’Areopagita o Tommaso d’Aquino, ritengono impossibile. Come sostiene Marco Ariani, massimo studioso del tema, per costoro “l’ineffabile coincide con l’infigurabile". In tal modo il supremo paradosso della ricerca dantesca è quello affidato a una memoria che per salti, barlumi, silenzi, si erge a raccontare l’indicibile e quindi a vederlo. Le ombre paradisiache diventano pitture e possono figurare il Paradiso. Come conclude il critico, figurare il Paradiso significa prendere atto della impotenza dell’impresa che tuttavia va affrontata attraverso un racconto metaforico che, mentre prende atto dell’impotenza della parola poetica, si rinsalda proprio nella denuncia di questa impossibilità che la memoria affida allo strumento umbratile della poesia.

A cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea

 

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