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“Qual si partìo Ippolito d’Atene…” (Paradiso XVII): Cacciaguida e l’amara profezia dell’esilio

martedì 22 febbraio 2022 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenza di Ennio Granata

L'accenno alle discordie fiorentine alla fine del canto XVI del Paradiso, spinge Dante a chiedere al suo trisavolo Cacciaguida quale sarà il suo futuro, e ciò perché durante il suo "itinerarium" ha udito "parole gravi" circa il suo destino. Per quanto egli si senta ben temprato ai colpi della sfortuna, preferisce conoscere la verità. E Cacciaguida gli risponde con parole chiare: egli, Dante, dovrà lasciare Firenze, come l'incolpevole Ippolito; e questo per le mene della curia, che è già all'opera; la colpa, come al solito, verrà addossata agli offesi, ma presto avrà luogo la punizione divina a ristabilire la verità e la giustizia. Dante dovrà lasciare le cose più amate e vivere la dura esperienza dell'esilio. Si troverà insieme con compagni malvagi e pazzi, che gli saranno nemici, per cui gli converrà fare parte per se stesso.
Per il ciclo “DANTE 700”, in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

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