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Pinocchio, Kim, Gian Burrasca, Giannettino, Tom Sawyer e altri ‘ragazzacci’. Adolescenza come crescita nella trasgressione nella letteratura dell’Ottocento

Giovedì 15 febbraio 2024, ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara

Conferenze dei Giovedì di Psicologia - Anno XVII, Terzo Giovedì

A cura di Stefano Caracciolo, Professore Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Ferrara
 
Rudyard Kipling (1865-1936; Nobel per la Letteratura nel 1906), Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini; 1826-1890), Mark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens: 1835-1910), Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli: 1860-1920) e Edmondo De Amicis (1846-1908). Che cosa accomuna questi scrittori?
Innanzitutto il periodo della loro attività letteraria, ma soprattutto l’aver scelto in alcuni personaggi dei loro scritti più famosi di tratteggiare figure di un’adolescenza ribelle, irrispettosa delle regole, diremmo oggi ‘devianti’ rispetto alla società e alle culture contemporanee. L’adolescenza è un costrutto psicologico relativamente nuovo, descritto nelle sue caratteristiche peculiari da molti studiosi di psicologia clinica e dell’età evolutiva come il periodo di passaggio dall’infanzia alla vita adulta e con margini e limiti diversamente declinati a seconda delle epoche e dei contesti socioculturali. Si tratta di un periodo delle fasi di vita chiaramente influenzato dalle diverse modalità di accesso nella vita adulta, in cui la trasgressione delle regole sociali degli adulti diviene un elemento di passaggio quasi obbligato per una traiettoria che conduce – dovrebbe condurre – alla integrazione nella vita relazionale e sociale. Questo passaggio diviene drammatico a partire dallo sviluppo industriale e della società occidentale – ma non solo – quando l’inserimento dell’individuo nella vita adulta ha cominciato a dilazionarsi, quindi proprio nel passaggio fra XIX e XX secolo che è appunto l’epoca delle creazioni letterarie di tutti questi scrittori.
Che cosa possiamo dire oggi, più di un secolo dopo, sulle modalità familiari, pedagogiche e formative destinate a far crescere i ragazzi verso una vita adulta? Come affrontare nei nuovi contesti caratterizzati dalla inurbazione, dalla globalizzazione e dalla presenza del web e dei social media come nuova modalità di relazione ‘ a distanza’ e del contatto, spesso brutale, con elementi della vita che erano precedentemente interdetti come la sessualità, l’ingresso nelle attività produttive, la collocazione in ruolo adulto, la genitorialità?
Rileggere le opere degli autori di opere letterarie collocate in un’epoca diversa dalla nostra, e per certi aspetti differenti o talora superate dalla realtà contemporanea, rimanda peraltro ad invarianti di crescita e di sviluppo che tuttora, seppure sotto altre vesti, si ripropongono e rendono attuale il contributo e la lezione che si possono apprendere, sul piano psicologico, dalle gesta dei ‘ragazzacci’ di allora. Ritroviamo pertanto la astuzia e la capacità di Kim nell’India di fine ‘800 narrata da Kipling, le malefatte di Gian Burrasca che non riesce a cogliere le regole borghesi della Firenze a cavallo dei due secoli, i tentativi collodiani di ricondurre Giannettino e – perché no? – Pinocchio a diventare ragazzi ‘per bene’, compresa la figura ‘maledetta’ e irriverente di Franti nel Cuore di De Amicis destinata ad una paradossale rivalutazione nel celebre contributo di Umberto Eco.
 
Per il ciclo “Anatomie della Mente”, anno XVII

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