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mercoledė 7 novembre 2018 ore 17

Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Sala Agnelli

Presentazione del libro di Edoardo Penoncini

Al.Ce., Ferrara 2018
Prefazione di Zena Roncada e nota di Giuseppe Ferrara
Introduce e dialoga con l’autore Zena Roncada.
Scrivere in uno dei dialetti più vicini a scomparire forse ha ancora un senso (e forse anche scriverlo in versi), così dopo tre anni «Edoardo Penoncini torna con la sua poesia al dialetto: lo fa come un segno di congruenza, perché chi ha tanto scavato nella propria terra, nel paesaggio delle cose e delle persone, rivivendoli poi nei propri versi, sente il bisogno di andarne a toccare la lingua, quella profonda, capace di conservare e custodire la matrice della vita. È la scelta di una poesia sempre in cammino, perché cerca le ragioni della sua necessità e sa trovarle non solo nei valori, negli amori, nei pensieri già affiorati in precedenti raccolte, ma anche in quel nodo d’intimità, di affetti familiari, di sensi e di sapienza che il dialetto tiene ben stretto, con pudore e con riserbo». (Dalla Prefazione di Zena Roncada).
Edoardo Penoncini (Ambrogio di Copparo – Fe, 1951) in versi ha pubblicato in italiano otto raccolte tra cui Qui non si arriva di passaggio. Ferrara musa pentagona, (2012), Vicus felix et nunc infelix. La luce dell’ultima casa (2015), L’occhio profondo (2018) e una in dialetto ferrarese Al fil źrudlà (2018); in uscita nel 2019 Al paréa un fógh ad paja. Ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello nazionale sia per la poesia in italiano sia in dialetto.
Con il patrocinio del Gruppo Scrittori Ferraresi e dell’Associazione Culturale Tréb dal tridèl

07-11-2018

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