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DON GIOVANNI, LIBERTINO PER CASO L'impianto teologico del Burlador de Sevilla

giovedì 3 marzo ore 17 Sala Agnelli

Biblioteca Ariostea - Sala Agnelli Via delle Scienze, 17 Ferrara

In occasione dell'opera Don Giovanni Stagione Lirica 2016 del Teatro Claudio Abbado di Ferrara

Libri in Scena
Paolo Tanganelli
DON GIOVANNI, LIBERTINO PER CASO. L'impianto teologico del Burlador De Sevilla
In occasione della rappresentazione dell’opera Don Giovanni, nella Stagione Lirica 2016 del Teatro Comunale di Ferrara, venerdì 4 e domenica 6 marzo
La pièce attribuita a Tirso de Molina, con cui nasce il personaggio di Don Juan Tenorio, sembra reggersi su un impianto teologico non troppo diverso da quello dei coevi autos sacramentales, e a tratti ricorda anche la predicazione barocca.  Nei sermoni del Siglo de Oro era infatti abbastanza frequente che si prendesse di mira il caso del peccatore incallito che, confidando nella misericordia divina, procrastinava fino all’ultimo istante di vita il momento della redenzione, sfruttando la certezza del soccorso per seguitare a peccare.
Non bisogna poi trascurare che il motivo folclorico da cui trae spunto il Burlador de Sevilla è semplicemente quello dell’uomo sacrilego che, per gioco, invita un teschio a cena; da questo punto di vista, potrebbe dunque essere giudicato un caso il fatto che il protagonista sia proprio un libertino impenitente, visto che in teoria avrebbe potuto macchiarsi di qualunque altra infamia. In realtà, questa precisa caratterizzazione forse si spiega col fatto che la parola burlador non rimandi solo alla figura del seduttore, ma anche a quella dell’ipocrita, o meglio, dell’attore: nella comedia barocca il protagonista è un ‘uomo senza nome’, che gode usurpando identità (ancor prima che fanciulle) altrui. Non per niente Unamuno, nella sua riscrittura novecentesca dell’opera, fa del suo Don Juan esistenzialista un soggetto ormai del tutto incapace di sedurre e tragicamente consapevole del proprio vivere sempre ‘in scena’.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara

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